T.A.Z.

Zone Temporaneamente Autonome 

All’improvviso l’occhio si posa su una immagine, all’improvviso, senza nessun collegamento col pensiero precedente o con quanto potrebbe accadere in seguito. Il significato complessivo di questi istanti troverà forma successivamente, nel tempo.

Le zone temporaneamente autonome sono luoghi sia fisici che mentali, liberati nel presente dalle regole del dominio imposto dall’attuale sistema, dove l’orizzontalità delle relazioni interpersonali sostituisce le classiche gerarchie che dominano la società nella quale viviamo. Nessuna strategia, nessuna tattica o piano d’azione. La negazione del concetto di progettualità, l’insieme di istanti rappresentati da sguardi istantanei fissati dall’obiettivo come frames confusi di un sogno atti a creare un flusso narrativo che si fissa nel tempo.

In questo tempo.

Visioni temporanee liberate (spesso incontrollate e incontrollabili) che possono essere di breve durata temporale o definitive nella loro aggregazione finale, visioni che comunque non devono mai divenire “istituzionalizzate/progettate”. Racconti, esposizioni come zone pirata fuori dal controllo del mondo istituzionale culturale ed ufficiale e delle sue regole normalmente accettate, visioni che si spostano, compaiono e nuovamente scompaiono. Come le fasi di un sogno, dall’onirico al quotidiano. Raccontare la propria storia come flusso di porzioni del proprio passato attraverso la somma di singoli frames.

Otto canali audio, otto tracce sonore, otto noise loops liberamente o casualmente sovrapponibili e mixabili fa loro per ottenere un unico racconto uditivo, una Zona Aurale Temporaneamente Autonoma.

 

Fotografie e Noise Loop su registratore Multitraccia

Esposto durante il SIFestOFF 2017

Svignano Sul Rubicone 8/9/10-09-2017